L’Ayurveda e la Coltivazione della Pazienza

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La pazienza è lo stato dell’essere, che si verifica tra l’esperienza e la reazione; coltivare la pratica della pazienza significa imparare a lasciar andare le cose al di fuori del nostro controllo e vivere senza stress, ansia e frustrazione.

La pazienza è una virtù che va coltivata e che ha bisogno di cure costanti.

Praticare la pazienza con noi stessi

Avere pazienza verso noi stessi significa trovare la corretta modalità per affrontare pensieri ed emozioni; significa avere la capacità di non essere turbati dai cambiamenti, dai ritardi o da circostanze impreviste e indesiderabili della vita; è la capacità di mantenere la calma quando siamo fortemente delusi da qualcuno o qualcosa.

Come esseri spirituali c’è una presenza, dentro di noi, che è costantemente alla ricerca di espressione; come esseri fisici, legati al tempo, abbiamo dei limiti nell’esprimere questa conoscenza interiore, cercando continuamente gratificazione istantanea.

Pensiamo, agiamo e facciamo esperienze: questa sembra la semplicità della vita, ma, purtroppo, non è così semplice; quando ciò che pensiamo o facciamo non sembra produrre risultati immediati, spesso sorgono i problemi.

Per essere pazienti con noi stessi e mantenere la calma dobbiamo praticare l’autoconsapevolezza, prestando attenzione a ciò che sorge in noi, notando dove sentiamo lo stress, ascoltando i nostri pensieri e prendendo nota delle nostre emozioni; è bene considerare questi momenti di auto-riflessione come opportunità per rafforzare il nostro auto controllo e coltivare la grazia.

Coltivando la pazienza coltiviamo la pace della mente, che può guidarci saggiamente durante i momenti di crisi; anche il semplice atto di guardarci dentro in un momento in cui ci sentiamo impazienti può essere di guarigione.

Un trattamento molto indicato, in tal senso, è lo Shirodhara: un flusso di olio che cade ininterrottamente sulla fronte intorno al cosiddetto terzo occhio per produrre profondo rilassamento, calmare la mente ed eliminare gli squilibri nervosi come ansia, stress, angoscia, insonnia, irritabilità, allergie, emicranie, depressione, instabilità, sindrome premestruale, premenopausa, menopausa, andropausa; una vera e propria disintossicazione psichica.

Praticare la pazienza con gli altri

ayurveda

La pazienza è un ingrediente essenziale per raggiungere l’obiettivo finale dell’ayurveda.

Il dono di vivere attraverso la pazienza è quello di essere meno reazionari, ma più attenti, empatici, comprensivi degli altri, dei loro bisogni e della loro visione del mondo.

Capita che qualcuno ci deluda o ci faccia irritare, ma mostrando pazienza e assertività, ricordiamo a noi stessi che gli altri stanno crescendo, proprio come noi, e che la vita è un processo: qualunque problema è, il più delle volte, temporaneo e modificabile nel tempo; la sua risoluzione dipende molto dalla sua gestione.

Indipendentemente da ciò che fanno o pensano gli altri, siamo noi a scegliere come farci influenzare; la nostra mente può saltare subito a conclusioni e reazioni negative, il corpo può persino registrare una risposta, ma siamo noi la fonte di tutto e, come tali, possiamo decidere di attingere alla quiete e alla pace che abbiamo costruito dentro.

Non dobbiamo mai dimenticare di essere tutt’uno con l’eterno: le cose, le persone e le situazioni della nostra vita cambiano; la pazienza è un’espressione di questa consapevolezza e di amore.

Praticare la pazienza con la vita

Acquisire la pazienza può trasformare la nostra esperienza di vita a 360°, perché distoglie la nostra attenzione da stress e frustrazione.

Agire con pazienza è un modo per dire alla vita che siamo noi a tenere le redini, senza fretta, senza angoscia, ma avendo pace e fiducia; l’Universo risponderà a questo atteggiamento con supporto e cooperazione.

Una meditazione ambulante

Il tempio di Murugan - ayurveda, Firenze

Prima di salutarvi, vi propongo una meditazione ambulante che vi aiuterà a coltivare la pazienza, estratta da Healing Your Life, Lessons on the Path of Ayurveda” del dr. Marc Halpern, fondatore del California College of Ayurveda.

Trova un posto tranquillo nella natura, un parco è perfetto, ma anche una strada tranquilla può funzionare. Scegli un punto a circa 100 metri di distanza. Cammina verso di esso lentamente; un piccolo passo alla volta. Mentre cammini, consenti a te stesso di sentire ogni piede che tocca il suolo. Tieni gli occhi rivolti verso il suolo a circa cinque metri davanti a te. All’inizio potresti lottare con il ritmo lento. Mentre cammini in avanti, osserva il tuo respiro che entra ed esce. Mantieni la tua attenzione sul tuo respiro e sui tuoi piedi. Se sorgono sentimenti (frustrazione, ansia), osservali semplicemente. Non elaborare la sensazione, notala e lasciala andare.

Ci sono due parti della tua esperienza: c’è la sensazione e c’è la parte di te che sta osservando la sensazione. Concentrati sulla parte di te che osserva come ti senti piuttosto che sulla sensazione stessa. Questa parte di te è in pace e può anche essere divertita dall’altra parte. Sorridi quando noti l’ansia o la frustrazione. Se lo fai, la sensazione diminuirà. Continua ad andare avanti un piccolo passo alla volta rimanendo concentrato sul tuo respiro. Arriverete a destinazione. Lascia che questo esercizio sia una metafora del viaggio più lungo e più arduo per raggiungere una salute e una tranquillità ottimali.

 

Namasté 🙏

 


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Alberto Orlandi