La teoria della creazione secondo l’ayurveda

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Porsi domande fa parte della natura umana; la civiltà in cui viviamo, le scoperte che abbiamo fatto, le nostre conoscenze sono il frutto di un’interrogazione continua e della conseguente ricerca di risposte.

Tra tutte le domande possibili, sono sicuro che ce n’è una in particolare che si è presentata, almeno una volta, anche nella vostra mente: quella che si chiede “come è stato creato l’universo?”

Io me la sono posto spesso e la risposta che ho trovato nella teoria della creazione Ayurvedica mi ha lasciato rapito, affascinato e consapevole.

Mettetevi comodi, quindi, e godetevela come ho fatto anch’io, oramai tanti anni fa.

Nella teoria della creazione in Ayurveda tutto ha inizio con la forma più sottile della coscienza cosmica pura e si evolve nei cinque elementi: terra, acqua, fuoco, aria, ed etere, i quali si trovano dentro di noi e all’interno della natura.

Il concetto alla base dell’ayurveda è che tutto è interconnesso e interdipendente e che l’uomo è una creazione di pura coscienza cosmica, un microcosmo all’interno di un macrocosmo.

Pura coscienza cosmica’, che parolone penserete, ebbene, quando vi spiegherò da dove viene non vi sembrerà più un concetto così estraneo e comprenderete che, forse, l’avete sempre conosciuto.

Ma andiamo con ordine: all’inizio di tutto, prima ancora della pura coscienza cosmica, c’è una sola sorgente assoluta, Purusha, la quale contiene tutta l’intelligenza e la saggezza del mondo.

Purusha è l’energia maschile dell’universo, l’origine della creazione, che può essere trovata in ogni cellula di ogni essere vivente; ma Purusha non è l’unica sorgente, ad essa si collega Prakriti, l’energia femminile, che ha creato l’universo quando ha abbracciato Purusha.

Ed è qui che avviene, a mio avviso, il fenomeno più sensazionale e conturbante, già perché dal loro collegamento è nata Mahat, l’intelligenza cosmica, la saggezza della natura che si trova in ogni singola cellula vivente.

La ragione per cui i semi germinano, le piante crescono e danno fiori, frutti e semi è Mahat. L’innata intelligenza che dirige gli organi riproduttivi di ogni donna attraverso la gravidanza è Mahat. La forza guida che influenza le nostre cellule per ripararsi quando ci sono danni è Mahat.

Tuttavia sappiamo bene che l’uomo non è solo un essere naturale che nasce, cresce e muore; non si può ridurre a un insieme di atti fisiologici, bensì è un essere dotato di consapevolezza e senso di sé; ebbene, questo è Ahankara, l’ego cosmico venuto da Mahat.

Ahankara è la sensazione che proviamo ogni mattina al nostro risveglio quando, aprendo gli occhi, pensiamo “io ci sono”. Ahankara è il senso di sé che ci ha permesso di sviluppare i nostri organi di senso, gli organi d’azione (la bocca – organo d’espressione-, le mani -organo del tatto-, i piedi -organo del movimento), gli organi riproduttivi, quelli di eliminazione e i cinque elementi che compongono tutta la materia.

Allora, vi è piaciuto questo breve accenno alla teoria della creazione secondo l’ayurveda ?

Vi piacerebbe approfondire l’argomento? Io ne sarò ben lieto, lasciate pure un commento o contattatemi al 393 337 8495 e ricordate: l’Ayurveda assiste gli esseri umani insegnandogli a vivere in equilibrio secondo le leggi della natura; non è un insieme di pratiche salutari ma un approccio per vivere in sintonia con i ritmi della natura e dell’esistenza umana.

Alberto Orlandi

 

 

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