Mantra, Meditazione e Ayurveda

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La parola “Mantra” è entrata ormai da tempo nel nostro vocabolario, ma siete sicuri di conoscerne il vero significato?

Questa parola, in sanscrito, deriva da “Mananaat Traayate” che significa “Solo cantando (mananaat) possiamo proteggerci (traayate)”. Fondamentalmente, i Mantra sono parole sanscritiche caricate di potenza e suoni capaci di penetrare il nostro corpo a livelli profondi di coscienza grazie ai suoni e alle vibrazioni uniche che riescono a creare; queste vibrazioni hanno un impatto sul nostro sé interiore, sul nostro ambiente e quindi sull’universo, ecco perché possiamo considerarli dei veri e propri strumenti che la nostra mente può usare per concentrarsi. I Mantra creano un effetto positivo, amichevole e di guarigione e il loro obiettivo è quello di lasciarci entrare in uno stato di meditazione.

Nulla attinge il corpo, la mente e il respiro come la pulsazione del suono; la fonetica del sanscrito colpisce il palato in punti multipli riflessi che stimolano l’energia in numerosi meridiani che risvegliano le parti dormienti del cervello (la maggior parte delle quali sono ancora inutilizzate nell’uomo medio) e aumentano la circolazione e il flusso di energia in tutto il corpo. Quando viene recitato un mantra viene generata energia sonora e le vibrazioni di tale energia vengono diffuse e distribuite nel sistema nervoso. In base all’intenzione per la quale meditiamo (risolvere preoccupazioni, desiderio di scatenare la creatività, ecc…) potrebbe essere necessario provare alcune parole diverse prima di trovare quella che funziona meglio per noi, in quanto i mantra possono avere impatti diversi (o “vibrazioni specifiche”) all’interno della mente di ognuno di noi.

Durante la meditazione, il mantra scelto, va ripetuto più e più volte, fino a che il suo significato si perde e diventa pura vibrazione, che dalla lingua scorre attraverso la mente, per spingere via i pensieri e le preoccupazioni fastidiose, ecco perché è importante che la parola scelta non ci faccia pensare troppo e, soprattutto, che sia una parola che ci renda felici piuttosto che qualcosa che riporti in mente qualcosa di negativo. Un Mantra può essere pronunciato sommessamente all’inizio e, quando si è raggiunto uno stato meditativo, può essere ripetuto in silenzio nella mente.

Viviamo in una società in cui seguire i nostri ritmi naturali è difficile a causa degli impegni lavorativi o familiari e, spesso, il più grande ostacolo in ogni pratica di meditazione è la mente. Molti meditatori alle prime armi hanno difficoltà a disattivare le loro menti super eccitate, ma anche i guru della meditazione devono lottare con essa di volta in volta e usano mantra per cancellare i pensieri all’inizio di ogni sessione di meditazione; per questo il silenzio gioca un ruolo fondamentale: quando i mantra vengono ripetuti in silenzio durante la meditazione, ci aiutano a scollegarci dai pensieri che riempiono la nostra mente e appesantiscono i nostri pensieri (a patto di concentrarci sul nostro respiro ad ogni ripetizione e non dimenticando che il nostro obiettivo è quello di raggiungere uno stato di coscienza pura e tranquilla e di connettività all’universo).

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Alberto Orlandi